NICOLO' TOMAINI



Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest ecc..potrei andare avanti a scrivere nomi di social network e siti internet per ore. L'era della nuova comunicazione! Poi ci ho pensato e mi sono resa conto che negli ultimi 10 anni la vita quotidiana di ognuno di noi è profondamente cambiata, i social network hanno fatto il loro ingresso sconvolgendo le nostre abitudini e il nostro modo di comunicare. Ma come? Tutto questo è un bene? Se lo è chiesto l'artista Nicolò Tomaini che con i loghi dei più importanti social crea opere originali, provocatorie, concettuali e mai scontate. 




Se Andy Warhol negli anni '60 fa sue e iconizza le marche più importanti: Coca cola, Brillo Box, ecc ...annunciando la celebre frase "Tutti in futuro saranno famosi almeno 15 minuti", Nicolò Tomaini destrutturata questo concetto e lo ribalta;  si perchè ormai in quei benedetti 15 minuti ci siamo passati, li abbiamo vissuti, sfruttati, ci viviamo e forse nemmeno ce ne rendiamo conto. 
Nell'arte succede sempre così, l'evoluzione e il progresso fanno aggiungere un altro tassello alla nostra concezione, ciò che pensavamo d'aver capito viene stracciato e, se anche non mi piace molto il termine, modernizzato. 
Nicolò Tomaini, con le sue opere, ci pone davanti alla realtà, non alla critica, ma alla verità della quotidianità contemporanea, al famoso Selfie, all'importanza della foto del profilo, al virtuale che supera il reale.
E così la svastica nazista (uno dei primi brand per eccellenza) ha le braccia che sono le "f" di facebook, oppure, sempre la "f" diventa la falce nel simbolo comunista. L'uomo di Magritte sul capo ha la mela della Apple. Un altro uomo desolato, nella solitudine profonda, si impicca su un albero che ha la forma della "f" di Facebook,  mentre gli volteggiano intorno cupi uccellini di Twitter. Tutto ormai è icona e noi ne siamo drogati. 










Tomani vuole proprio farci riflettere sul mondo contemporaneo. Il suo può essere scambiato per un'idea "post pop-art" ma in verità è profondamente concettuale, ovvero, il suo esatto opposto. L'artista usa la superficialità per porsi e porci delle domande a carattere sociale e filosofico, verso un futuro incerto. Come saranno i rapporti sociali? Cosa porterà tutto l'eccesso di uso dei social network alle nostre vite? E' davvero un bene essere sempre collegati uno agli altri? Facebook è forse una dittatura? 
Ma ecco che, quando pensavo di averlo capito, il lavoro di Nicolò cambia ancora, e mi stupisce con una serie di opere dal titolo " Istruzioni per l'imbecille che dice "lo sapevo fare anch'io";  ironiche, provocatorie e geniali nella loro semplicità lo portano a iconizzare le istruzioni per l''uso. Visto che tutti criticano l'arte contemporanea, soprattutto in Italia, Nicolò trova il modo per spiegarci che non è tutto facile e semplice come sembra. Perchè anche un taglio o un  trattino derivano da un forte pensiero concettuale che è tutto merito dell'artista. 



Quando ho parlato con Nicolò lui mi citò una frase di Jackson Pollock : " Per me l'arte moderna non è altro che l'espressione degli ideali dell'epoca in cui viviamo", queste parole riassumono tutto l'ideale del suo lavoro. Una carriere iniziata da poco ma che nel giro di due anni sta portando molti successi al giovane artista. Autodidatta, cresciuto in una famiglia che ama l'arte, dopo gli studi in Giurisprudenza e Lettere capisce la sua vera passione e la insegue con forza e voracità. Apprezzato dalla critica e dalle gallerie in tutta Italia, lo possiamo ammirare tra pochi giorni al Museo della Seta di Garlate (Lecco). 
La mostra benefica curata dall'Unicef sarà divisa in due sezioni: la prima destinata ai pittori emergenti, la seconda invece riservata agli artisti affermati, nomi come Enrico Manera, Mirko Pagliacci e Lucio Bulgarelli. A iniziare questo percorso ci sarà una serigrafia di Andy Warhol. 
Mi raccomando vi aspetto tutti al Museo della Seta di Garlate (Lecco) 
Inaugurazione il 24.05.2014

Ecco una serie dei suoi lavori...















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